E' dentro una clessidra. I secondi sono granelli di sabbia che gli punzecchiano il collo e ostacolano il respiro infilandosi nel naso. Gronda sudore e rimpicciolisce fino a vederlo affondare e poi scomparire nell'elegante abito affittato con la colletta degli amici del bar. Noi. Che siam partiti con sogni di gloria e che (tic-tac-tic-tac) temiamo ritrovarci nelle tasche lo stesso avvilente vuoto di sempre. Noi che lo abbiam portato con orgoglio come un eroe in trionfo prima ancora della battaglia, e ora ci scambiamo occhiate increduli ...9 ...8 ...7.
Poi lui ha un lampo, negli occhi ...6 ...5 ...4. Sussultiamo. Ma dura un niente ...3 ...2 ...E abbassa il capo, sconfitto.
"Non la so. Non la so signor Mike, questa non la so."
(ma chi cazzo l'ha sbagliato il tiro decisivo nella finale di Coppa del Mondo di freccette del 1969!?!)
*Tema del Gruppo Facebook ''Microracconti Segreti''
Traiettorie ardite. Sfrecciate assurde. Passaggi folli che rasentano spuntoni crudi di roccia. Dove ci si spezza ossa, cuore ed Anima. E precipitare è un attimo. Ma a volare non si rinuncia. Mai.
sabato 8 giugno 2013
giovedì 6 giugno 2013
Farfalle
Le osservava, tutti i giorni.
Disegnavano ghirigori con le loro traiettorie leggere e tremanti. Ricamavano guanciali d’aria su cui posava il capo pensieroso. Riverberavano la luce del sole per regalargli un sorriso.
Poi, ogni sera: Andate già via? Andate a morire. Portatevi i miei sogni… e giusto finiscano con voi.
Le farfalle muoiono al tramonto, certi sogni non arrivano all’alba.
lunedì 3 giugno 2013
-L'amore ai tempi dell'inquisizione-
E poi c'era Lei, che era la Luna.
Troppo bella e luminosa per notti fredde, misere e lunghe come quelle che si vivevano allora.
Notti ignoranti ma arroganti.
Notti di ululati che erano bestemmie mascherate da preghiere.
Ma Lui, stolto, fissò solo il dito che la condannò.
E lo rimpianse tutta la vita.
Troppo bella e luminosa per notti fredde, misere e lunghe come quelle che si vivevano allora.
Notti ignoranti ma arroganti.
Notti di ululati che erano bestemmie mascherate da preghiere.
Ma Lui, stolto, fissò solo il dito che la condannò.
E lo rimpianse tutta la vita.
domenica 26 maggio 2013
I ''ti amo''
Un ti amo, anche se detto anni fa in una notte ubriaca, resta comunque lì, nascosto tra i cuori e le labbra di chi se l'è scambiato.
Se poi viene detto su una scogliera resiste ancora di più. E' come s'incidesse sulla roccia e allora dura secoli, abbellito dai ciuffi d'alga che gli fluttuano attorno a mo' di cornice durante l'alta marea.
Sa di sale e di spuma un ti amo sussurrato in un posto così. E quando il sole tramonta facendo scintillare la patina d'acqua che lo ricopre, allora sa di magia.
Poi si torna in città a respirare gli smog della vita e si dice di tutto a chiunque, compresi altri ti amo e qualche ti odio.
Quello detto lì invece resta perchè il mare restituisce tutto ma non le parole, e i sentimenti.
Se poi viene detto su una scogliera resiste ancora di più. E' come s'incidesse sulla roccia e allora dura secoli, abbellito dai ciuffi d'alga che gli fluttuano attorno a mo' di cornice durante l'alta marea.
Sa di sale e di spuma un ti amo sussurrato in un posto così. E quando il sole tramonta facendo scintillare la patina d'acqua che lo ricopre, allora sa di magia.
Poi si torna in città a respirare gli smog della vita e si dice di tutto a chiunque, compresi altri ti amo e qualche ti odio.
Quello detto lì invece resta perchè il mare restituisce tutto ma non le parole, e i sentimenti.
martedì 14 maggio 2013
1989. Un bacio proibito
Un ricordo di allora? Nulla di preciso. Ronzio incessante nelle orecchie e torpore in testa, come quando si addormenta un piede ed un formicolio scuote e solletica allo stesso tempo. ''Ragioni con i piedi'', mi dicevano spesso. Ora aveva un po' di senso...
Sarà stato il fissarla troppo a lungo -mi sentivo inopportuno ma non riuscivo a staccarmi.
O sarà stato perchè... non c'è un perchè. Certe cose, in certi momenti, vanno così e basta.
E ti va di lusso - forse proprio perchè non stai a pensarci su.
Fatto sta che quel temporale interiore, improvviso e potente come solo agosto sa farli, si sfogò nell'aula 'B'.
Non ero certo avvezzo a giochi di sguardi e parole, ero invece portato per le figure da timido e imbranato adolescente, infatti farfugliai qualcosa. Lei si sporse dalla cattedra poi persi il respiro.
Ho ancora addosso il sapore di quelle labbra...
sabato 4 maggio 2013
-Il tatuaggio-
Non aveva mai fatto trasparire il fastidio per quel tatuaggio. Due lettere aggrovigliate a formare quell'animale stilizzato. Non le aveva mai chiesto di toglierlo, si limitava a coprirle la clavicola con quella chioma fluente, lucida e pesante che gli sapeva di nobiltà. In fondo ognuno porta con se tracce del proprio passato. Lei ne portava una sulla pelle. Incidersi per un amore lo riteneva avventato e folle; incidersi per cancellarlo lo riteneva stupido. Tanto più che anche se avesse voluto e fosse riuscito a farglielo sparire da lì, 'tre metri sopra il seno', nulla avrebbe potuto per quello che le era stato tatuato dentro e che sentiva fare le fusa, quando lei dormiva mostrandogli la schiena. E anche se lui poteva scorrerci le dita, e le labbra, sapeva che quel terreno era segnato. Da quel fantasma, da quelle iniziali a forma di gatto e di ricordi... Maledetto fantasma, e maledetto gatto.
Sugli amori uccisi
Ma si poteva amare fino ad uccidere? Si poteva arrivare a questo? No, certo che no. Quello era puro egoismo. Odio cieco ed irriconoscente. L'amore, quello vero, era il più galante dei sentimenti e piuttosto che deteriorarsi assumendo le orribili fattezze di uno spietato assassino si fermava, ritirandosi silenzioso, un passo prima, quando la sua pronuncia era ancora un sussurro soave e rassicurante; quando nello stomaco era tutto un frullo di ali, e non la fitta di una lama. L'amore il sangue sapeva farlo fluire, bollente nelle viscere; non a chiazze sul terreno. Le carni pulsavano di una vita propria ed i sospiri erano soffi caldi di vita, non spifferi gelidi e mortali.
Ogni amore ucciso ha spento una stella, sospirò alzando lo sguardo. Erano milioni. Ora il cielo è un manto nero. Ora il cielo non ha più senso.
sabato 27 aprile 2013
Un secondo prezioso
Posso rubarle un secondo? Gli chiese con un timido, disarmante sorriso.
Era completamente preso dai suoi impegni ed annerito dai malumori quella mattina. Anche, quella mattina.
Non si era mai fatto cogliere alla sprovvista da niente e da nessuno. Indisponente e scorbutico in tutto, persino nel respirare. Eppure.
Beh, vado di fretta... dica ma si sbrighi...
Sorrise di nuovo e gli accennò la buona causa per la quale raccoglievano firme. A lui non fregò granchè, capì solo che non glielo avrebbe più restituito, quel secondo. All'insaputa della ragazza lo riempì con una intera vita. La sua.
Questo è amore
La amò fino ad ucciderla.
La uccise perchè la amava troppo.
La uccise come non aveva mai ucciso nessun'altra.
Poi rivolse la pistola contro la propria tempia, ma scoppiò a piangere e non ebbe la forza di premere il grilletto.
Annientato dal dolore di non esser arrivato ad amarsi così intensamente come era riuscito ad amare lei.
Dialogo tra uno stolto ed un saggio. Nel quale non è detto chi sia l'uno e chi l'altro.
''All'inizio è tutto come sembra, anzi è molto di più. Uno spiraglio di Sole filtrato dagli spazi della persiana è luminoso quanto l'avvento del nuovo messia, spalancata la finestra l'aria inspirata è fresca e sa di miracolo. Ogni parola è tralcio che rinverdisce una terra arida, un sorriso promette cieli ed ogni carezza è blocco che edifica il tempio della pienezza. Poi passa la sbornia interiore e realizzi tutto. A parte le metafore non ho altro, ragazzo. Va', inizia il tuo viaggio e ricorda: quando qualcosa è così bello da non sembrarti vero, hai già capito che non lo è affatto.''
''Vado, maestro. E procedendo mi chiederò come ho fatto a star dietro così a lungo a uno che sprizza tanto ottimismo.''
''Va' ti ho detto, ed evita quel ponte. Non mi fido del sostegno di destra.''
Il ragazzo si strinse i testicoli nel pugno ed imboccò il sentiero più lungo.
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