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sabato 25 agosto 2012

Ossessione

Era la sua ossessione. Ne era prigioniero. Si era arreso e consegnato ad una folla accalcante e primitiva, ululante ed oscena, fatta di tutti i pensieri che dilaniavo la sua mente. Non li combatteva più. No. Troppo numerosi. Troppo agguerriti. 
"E poi le loro grida... ti piegano le gambe, ti fiaccano il respiro. Sei sconfitto prima ancora di lottare. Il solo sentire quelle urla ti inchioda a terra e non c'è scampo. Puoi solo chiedere pietà. Ed io l'ho fatto. Lei lo ha fatto. E le ho sorriso. Era una troia. Mi tradiva con tutti. Tutti i miei amici, tutti i suoi amici. Ogni conoscente. Ogni passante. Mi avrebbe tradito col mondo intero se non l'avessi...Oh cazzo, la testa mi scoppia. Non sente queste voci?...Io non volevo...mi ha costretto. Guardi!" Indica all'agente un corpo riverso sul pavimento,in una pozza di sangue. "Le guardi il volto. Sorride. Anche adesso. Gode. Mi tradisce ancora, la troia. Vede?Oh, la mia testa... Lei non sente la folla? Ho dovuto farlo..."

Come stai? (3)


"Non devi più chiederlo 'come stai?', non tu... non a me! come vuoi che stia un morto? Cazzo..." Secondi di silenzio, poi sbottò ancor più infastidito, "...prendi la mira, premi il grilletto, Bang! poi... poi che fai? ti presenti con gli occhi gonfi e l'aria da cane bastonato!.. 
"E perchè oggi? cos'è? un'anniversario? quale? il nostro? ...o il vostro? Quanti cazzo di anniversari hai da ricordare? quanti ne hai fottuti di poveri idioti come quello che hai di fronte, e che sorride come un babbeo?" 
Altri secondi di un teso silenzio aleggiano nell'aria.
"E' lui il prossimo? Quell'idiota col codino che è in auto? Dio che gusti hai... se avessi un po' d'aria nei polmoni riderei. E se avessi i polmoni,ovvio. 
"E mi chiedi come sto... Senti! io non credo a quelle puttanate sul parlare con l'aldilà e vedere i defunti e roba simile... perciò tagliamo corto...metti 'sti cazzo di fiori sulla lapide e vattene. Vattene!"

(Lei se ne andò. Il mazzo di fiori si accasciò inerme sull'erbetta umida. E lui si amareggiò di non aver più lacrime.)