venerdì 6 febbraio 2015

Partenze (racconto in 15 parole)

Prese un foglio, ci strofinò sopra la punta della biro per riscaldarla. Iniziò il viaggio.

Viaggi (e miraggi)

Erminio Grisolini entrò deciso nella filiale Alpitour di Borgomanero scuotendosi di dosso la neve e, sperava il pover uomo, anche la latente depressione per una vita da modesto impiegato al Catasto.
I poster con panorami incantevoli, metropoli avveniristiche in mezzo al Deserto Arabico e sognanti atmosfere mitteleuropee, che tappezzavano in modo ordinato le pareti dell'agenzia, non catturarono il suo interesse quanto l'impudente scollatura dell'impiegata. Il solco tra le floride poppe della Isolde invogliava uno scorrere ardito di fantasie.
Di viaggi lascivi ne compiva ogni qualvolta le posava gli occhi addosso. Li fece per anni. Senza lasciare Borgomanero.

lunedì 2 febbraio 2015

QUIRINALE 2115 (racconto in 15 parole)*

Così H7-35 venne eletto Presidente. Nessun privilegio né faraonici stipendi. Necessitava solo di un caricabatterie.

*dal Gruppo Facebook "Racconti Mignon" 

IL NASCONDIGLIO (racconto in 15 parole)*

Trovarono uno scheletro in uniforme confederata. Avvinghiato al forziere. Fedele alla consegna.
Fino alla fine.
 
*Dal Gruppo Facebook: Racconti Mignon

PRIMOGENITURE IN TEMPI DI FAME (racconto in 15 parole)*

Masticando voracemente realizzò la cazzata appena fatta. Scrollò le spalle riaffondando il muso nelle lenticchie.
 
*Dal Gruppo Facebook "Racconti Mignon"

Veleno nero

Erano andati via tutti, e Gianchetti (in arte Djanc) era rimasto solo. Come voleva. Attraversò il corridoio nella penombra e nel silenzio assoluto. Fece una smorfia incontrando la targhetta appesa alla porta. ''Direttore''. Gran-figl-di-putt, avrebbe aggiunto volentieri. Ma passò oltre. Entrò nello studio di disegno; dalla tasca interna della giacca tirò fuori una fialetta con un liquido trasparente e lo osservò alla luce di una lampada a bassa potenza. Per un attimo fu turbato da un ripensamento, ma quando l'occhio gli cadde sugli schizzi a matita di alcune vignette si scosse e prese la boccetta della china. Non poteva tirarsi indietro e lei in fondo se lo meritava. Appena uscita dalla Scuola del Fumetto ed era già lì, la troia; a scalzarlo, dopo 30 anni, dal ruolo di disegnatore del mito italiano del West.
Fissò disgustato quei tratti incerti; non c'era elasticità in quei cowboy, né trasmettevano senso del movimento i mustang al galoppo.
''Patrix'', imprecò leggendo la firma dell'autrice. Una stronza che non sapeva tenere in mano una penna; però sapeva usare la bocca, e questo bastava al figl-di-putt. Senza più tentennamenti versò il veleno nella china. Il tempo che avrebbe dedicato all'inchiostratura di quelle tavole sarebbe bastato ad avvelenarla.
Con crudele soddisfazione lasciò lo studio non senza aver salutato, a mo di cowboy, la sua creatura che solenne sul cavallo e winchester in spalla vide tutto da un poster.

mercoledì 7 gennaio 2015

La solita storia

La mamma avvolge le vivande nella tovaglietta e poi sciorina le solite raccomandazioni. Lei esce di casa e imbocca la retta via ma appena è fuori dalla vista del genitore taglia per il bosco.
Dovremmo inventare qualcosa di nuovo, sennò è sempre la solita storia. Sospira mentre fa scorrere la mano sul dorso e affonda le dita nella folta pelliccia bruna. Lui si gode quelle coccole, accucciato al suo fianco.
Si potrebbe fare che tu sei un impavido e fiero dominatore dei boschi e io la Regina che devi servire, e soddisfare; in qualsiasi modo. Aggiunge ammiccante. Poi si adombra in viso. Invece di inscenare cazzate per due pasti e farti impallinare da un impiccione. E io sono stufa di passare per una rincoglionita. Oh nonnina mia, ma che orecchie, che bocca, eccetera eccetera; recitò in falsetto. Come se non sapessi cos'hai tu di davvero... grosso.
Dopo altri sospiri e carezze si rialzano dal prato. Lei si avvicina a dei ciuffetti di margherite, ne strappa svogliatamente un po' e li ficca nel cestino di vimini. Lui si lancia nel folto della boscaglia.
Magari in un altro luogo tu sei uno spietato licantropo ed io un'intrepida cacciatrice, che tra un inseguimento e una disfida potrebbe finire per innamora... Glielo grida dietro ma s'interrompe sconsolata. E' già lontano, diretto verso casa della vecchia malaticcia. Pronto per l'ennesima messinscena.

domenica 21 dicembre 2014

IL VIAGGIO (drabble)

Erano anni che lettere ne arrivavano poche. Sempre meno. Scritte con la grezza ma tenera calligrafia degli infanti.
Il grosso delle richieste gliele riferiva l'elfo nerd una volta pervenute le email. Le snocciolava leggendole da aggeggi simili a una tavoletta, grandi quanto un palmo di mano, e lui ne trovava incomprensibile il funzionamento. Le renne poi, anziane e indisponenti, ritenevano ormai superfluo sobbarcarsi migliaia di chilometri e gli sbalzi climatici; un clic e ci pensava SDA.
''Poche storie!'' sbottò Claus schioccando le redini. ''Finché non mi pensionano si fa alla vecchia maniera.''
E anche quel Natale iniziò il viaggio.
 

mercoledì 17 dicembre 2014

LETTERA DAL FRONTE, Bamburgh 1482 (postato su Scripta Volant)

Mia amata Elizabeth, portate il nome delle più acclamate regine eppure il fato, e soprattutto i giochi di potere, vi hanno data per isposa ad un nobile decaduto i cui calzari ora affondano nel fango di una Contea sperduta di un Nord ostile; e ciò mi umilia e tormenta. Marciamo da giorni e per chissà quanti altri ancora languiremo nel marciume e nell'inospitalità di queste malsane terre, intenti nell'assedio del castello di Bamburgh. E così Worrick, un tempo il favorito del Re più pazzo che la storia abbia mai conosciuto, ora è solo un traditore da stanare e giustiziare. Ed io, mia cara, che con lui ho condiviso gloriose campagne militari e spartito i più fruttuosi bottini, lo consegnerò al boia affinché subisca l'ignominiosa fine che spetta a chi trama contro il monarca.
Vedi, o amata moglie, siamo tutte pedine sballottate per l'Inghilterra come fosse una scacchiera, ma basta compiacere il personaggio giusto nel momento giusto, e potremmo ritrovarci da pedine a giocatori. Un anno fa mi inginocchiai davanti al Re usurpatore giurandogli fedeltà; oggi lo disprezzo per aver elargito ad altri i favori ed i titoli che mi spettavano; ma presto troverò posto e grazia affianco al nuovo bastardo che reclamerà il trono. Nulla ossessiona più del potere. Bramarlo, conquistarlo, poi difenderlo. E' un fuoco. Arde e consuma chi lo ha tra le mani, mentre è saggio chi ne gode senza toccarlo. Re Edoardo è ridotto alla pazzia per esso, non resta che osservarlo logorarsi e poi augurare lunga vita al prossimo sovrano.
Credo, mia amata, di aver superato le righe giornaliere concesse dal sovrintendente. Sappiate che vi sono fedele, nonostante questi borghi pullulino di meretrici e di contadinotte assatanate. Siate assidua nella preghiera e presto vi colmerò dei beni che di cui avete diritto.
Perdutamente vostro,
sir R. Preston

IL NAUFRAGIO (postato su Scripta Volant)

Studiai a lungo le carte nautiche e i bollettini meteorologici, controllai meticolosamente l'attrezzatura elettronica, ogni bullone e ogni giuntura del Gitanic, il cruising ketch di cinquantadue metri che affittai per l'occasione. E, credetemi, certe occasioni non si può lasciarle scappare.
Salpammo da Angra do Heroismo all'alba. Non scelsi a caso il nome del luogo. Era appena salita, e con lei a bordo nulla andava lasciato al caso; non ancora.
Governavo la barca con sicurezza e gli istanti nei quali staccavo lo sguardo dal suo corpo, disteso al sole, li passavo a dare un'occhiata alle carte di navigazione. Doveva andare tutto alla perfezione. E ci andò.
La brezza che le accarezzava la pelle si fece man mano più insistente e fastidiosa; il placido dondolio sulle onde divenne un pauroso rollio tra flutti sempre più minacciosi. Lei mi si rannicchiò tra le braccia, mentre le sussurravo di non temer nulla, perchè era con me.
Quando passò la tempesta ci ritrovammo ancora abbracciati. Persi nell'oceano, con le vele squarciate, il motore in panne, la radio ''sfortunatamente'' fuori uso, ed io che mi mordevo la lingua per nascondere la felicità.