domenica 26 maggio 2013

I ''ti amo''

Un ti amo, anche se detto anni fa in una notte ubriaca, resta comunque lì, nascosto tra i cuori e le labbra di chi se l'è scambiato.
Se poi viene detto su una scogliera resiste ancora di più. E' come s'incidesse sulla roccia e allora dura secoli, abbellito dai ciuffi d'alga che gli fluttuano attorno a mo' di cornice durante l'alta marea. 
Sa di sale e di spuma un ti amo sussurrato in un posto così. E quando il sole tramonta facendo scintillare la patina d'acqua che lo ricopre, allora sa di magia. 
Poi si torna in città a respirare gli smog della vita e si dice di tutto a chiunque, compresi altri ti amo e qualche ti odio
Quello detto lì invece resta perchè il mare restituisce tutto ma non le parole, e i sentimenti.

martedì 14 maggio 2013

1989. Un bacio proibito


Un ricordo di allora? Nulla di preciso. Ronzio incessante nelle orecchie e torpore in testa, come quando si addormenta un piede ed un formicolio scuote e solletica allo stesso tempo. ''Ragioni con i piedi'', mi dicevano spesso. Ora aveva un po' di senso...

Sarà stato il fissarla troppo a lungo -mi sentivo inopportuno ma non riuscivo a staccarmi. 
O sarà stato perchè... non c'è un perchè. Certe cose, in certi momenti, vanno così e basta. 
E ti va di lusso - forse proprio perchè non stai a pensarci su. 
Fatto sta che quel temporale interiore, improvviso e potente come solo agosto sa farli, si sfogò nell'aula 'B'.
Non ero certo avvezzo a giochi di sguardi e parole, ero invece portato per le figure da timido e imbranato adolescente, infatti farfugliai qualcosa. Lei si sporse dalla cattedra poi persi il respiro. 
Ho ancora addosso il sapore di quelle labbra...

sabato 4 maggio 2013

-Il tatuaggio-


Non aveva mai fatto trasparire il fastidio per quel tatuaggio. Due lettere aggrovigliate a formare quell'animale stilizzato. Non le aveva mai chiesto di toglierlo, si limitava a coprirle la clavicola con quella chioma fluente, lucida e pesante che gli sapeva di nobiltà. In fondo ognuno porta con se tracce del proprio passato. Lei ne portava una sulla pelle. Incidersi per un amore lo riteneva avventato e folle; incidersi per cancellarlo lo riteneva stupido. Tanto più che anche se avesse voluto e fosse riuscito a farglielo sparire da lì, 'tre metri sopra il seno', nulla avrebbe potuto per quello che le era stato tatuato dentro e che sentiva fare le fusa, quando lei dormiva mostrandogli la schiena. E anche se lui poteva scorrerci le dita, e le labbra, sapeva che quel terreno era segnato. Da quel fantasma, da quelle iniziali a forma di gatto e di ricordi... Maledetto fantasma, e maledetto gatto.

Sugli amori uccisi


Ma si poteva amare fino ad uccidere? Si poteva arrivare a questo? No, certo che no. Quello era puro egoismo. Odio cieco ed irriconoscente. L'amore, quello vero, era il più galante dei sentimenti e piuttosto che deteriorarsi assumendo le orribili fattezze di uno spietato assassino si fermava, ritirandosi silenzioso, un passo prima, quando la sua pronuncia era ancora un sussurro soave e rassicurante; quando nello stomaco era tutto un frullo di ali, e non la fitta di una lama. L'amore il sangue sapeva farlo fluire, bollente nelle viscere; non a chiazze sul terreno. Le carni pulsavano di una vita propria ed i sospiri erano soffi caldi di vita, non spifferi gelidi e mortali.
Ogni amore ucciso ha spento una stella, sospirò alzando lo sguardo. Erano milioni. Ora il cielo è un manto nero. Ora il cielo non ha più senso.